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Un’odissea chiamata “conto corrente”

Ero in Inghilterra da meno di una settimana e subito dopo aver trovato lavoro avrei dovuto aprire un conto in banca per percepire lo stipendio.

Provai ad aprire il conto in diverse banche, ma a causa delle lunghissime code di attesa (almeno 2 settimane), la richiesta del passaporto (documento che non possedevo) e la richiesta di una “proof of address”, non riuscii ad aprire il conto, nonostante i tentativi durati un’intera settimana. Fortunatamente trovai una banca con dei criteri di accesso alla portata di tutti e finalmente riuscii nel mio intento.

Ciò che mi penalizzò parecchio fu la mia scarsa conoscenza della lingua inglese e, soprattutto, non conoscere parecchi termini bancari, nonostante questo riuscii ad ottenere la carta associata ad un IBAN con il piano BASIC.

Dopo circa 3 settimane dal mio arrivo in Inghilterra percepii il mio primo stipendio, così il mio primo pensiero fu quello di effettuare un piccolo trasferimento nel conto di mio padre, in Italia, per controllare il valore delle relative tasse.

Pagai circa 3 pounds su un importo di 30 pounds. Ero sicuramente soddisfatto di essere finalmente riuscito ad aprire il mio conto, ma dovevo ammettere che i costi di trasferimento fossero piuttosto elevati.

Il problema sorse quando ebbi la necessità di effettuare un pagamento POS con la mia carta di debito in un minimarket. Dopo tre tentativi la mia carta venne bloccata ed a quel punto ricevetti una chiamata da parte della banca, ma il problema della lingua era ancora presente e per questo motivo non riuscivo a capire bene cosa stesse succedendo. Il mio conto, a quel punto, venne bloccato e solo successivamente capii che il piano del mio conto fosse di tipo “Cash Account” e cioè abilitato a ricevere bonifici o ritirare allo sportello, ma non ai pagamenti POS e online.

A quel punto fu un amico a suggerirmi di provare ad aprire un conto alla posta, dato che fosse particolarmente conveniente per via dei bassi costi di trasferimento e poiché fosse necessaria solo la Carta d’identità.

Una volta aperto il nuovo conto alla posta la situazione parve essere sotto controllo per diverse settimane, almeno fin quando non iniziai ad avere problemi nel percepire lo stipendio a causa dell’aumento del salario. Vi era, infatti, un limite massimo di 300 pounds in entrata a settimana, mentre il mio stipendio, dopo l’aumento, era pari a 350 pounds.

A quel punto mi ritrovai, per la terza volta in quattro mesi, a dover cambiare conto corrente e decisi di crearne uno online. Finalmente i miei problemi sembravano essere del tutto svaniti, tanto che utilizzai il conto per circa due anni, finché il lavoro non mi costrinse a trasferirmi in Svizzera. Iniziarono a sorgere nuovi problemi poiché la valuta del mio conto era in British Pounds e ad ogni acquisto o transazione venivano applicate delle tasse dal valore non indifferente.

Venne in mio soccorso un mio collega che mi consigliò di aprire il conto presso l’istituzione finanziaria iCard. Nonostante lo scetticismo iniziale, decisi comunque di aprire con iCard il mio nuovo conto e i benefici di questa mia scelta furono subito evidenti. La prima cosa che mi colpì fu senza dubbio la possibilità di aprire il conto multi-valuta: un aspetto che incontrasse totalmente le mie esigenze. Potevo percepire il mio stipendio nel conto in Franchi Svizzeri, convertirlo sempre tramite l’app iCard in un IBAN secondario in Euro e procedere ad un semplice trasferimento SEPA, dal costo di solo 1 Euro indipendentemente dall’importo.

Dopo un anno di esperienza come cliente iCard posso dire che questo sia il miglior conto che io abbia avuto fino ad ora grazie all’eccellente servizio del team di assistenza, sempre pronto ad intervenire all’insorgere della più piccola difficoltà; al continuo miglioramento dell’applicazione iCard e dei servizi proposti come le gift card, le card virtuali e molto altro ancora.

Se vi interessa fate un giro qui

https://ddwj9.app.goo.gl/ruf2
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